L’infanzia violata nella sua essenza più intima tra sofferenza e resilienza.

13.06.2016 00:05

Introduzione

“ L’infanzia è quella fase della vita in cui tutto è gioco, spensieratezza, esplorazione: una naturale spontaneità non ancora intaccata da pensieri e preoccupazioni, se non quelli del divertimento con i coetanei.

L’essenza del “fanciullino” di pascoliana memoria cresce e continua a vivere anche in età adulta, a ricordarci eventi vissuti, belli o brutti che siano e come li abbiamo “conservati”. Cosa significa “conservare” un evento? Significa che, quell’evento lascerà delle “tracce” a livello interiore, nell’anima e nella mente e volendo o no, vivrà in noi sempre.

Infanzia violata… nel corpo... nella mente… Credo che, non ci sia niente di più terribile che “profanare” l’essenza di un minore, cancellare in un attimo la bellezza della vita, perché qualcuno ha mostrato il suo lato peggiore a chi è inerme e incapace di difendersi. Il recupero di un simile dramma è molto lungo… Un evento le cui “tracce” saranno “visibili” solo a chi le ha vissute in prima persona. Come dicevo, il recupero psico-fisico lungo e per nulla semplice attraverso il percorso di resilienza aiuta a riprendere in mano la propria vita e a guardarla sotto altra luce. Questo è il sunto di una testimonianza vera ricevuta via mail sulla “scia” di drammi simili diffusi dai media. Una parte importante in questi eventi riveste l’ambiente socio/culturale e familiare del minore e poi adulto: un ambiente che non sempre è di supporto, come leggerete.

 

* Per la tutela e il tema “delicato” chiamerò questa donna Luce, che prima è persa e poi recuperata. Ecco il suo racconto così come l’ho ricevuto qualche giorno fa, al cui margine sarà presente una mia riflessione personale e una bibliografia selezionata.

"A dieci anni si è bambini, ma non so, se io lo sia mai stata!

L’asilo è il luogo d’incontro, dove i bambini giocano, si divertono e stanno insieme… Ma qui come a casa non bisognava essere se stessi. Genitori, fratello maggiore e sorella, un contesto familiare dove apparire era la regola e dove la mia esistenza non era notata piuttosto diventò ricettacolo di attenzioni ‘particolari’. Frequentavo un asilo privato e lì paradossalmente non volevano che fossimo bambini e piangere significava essere puniti…Questo pomeriggio c’è stata la mia prima seduta dallo psicologo, è la prima volta che chiedo aiuto. Da un po’ qualcosa bussa alla mia porta. Ho iniziato a ricordare momenti, ricordi cui non sono più riuscita a tenerli a bada, ma adesso si fanno spazio nella mia mente in maniera diversa. I miei genitori non sono stati sempre presenti. All’inizio desideravo loro per un abbraccio, quindi li cercavo sempre …

Da quel primo incontro con lo psicologo ne sono seguiti tanti altri …

Credo sia arrivato il momento di affrontare e di soffrire pure, perché significa riaprire delle “ferite”. Ho iniziato a rifiutare la mia famiglia, ma è anche vero che è l’unico posto dove un bambino può crescere bene, esternare le proprie emozioni, paure e se io allora l’avessi fatto … chissà forse sarei stata una bambina … ma a chi avrei dovuto esternarli … agli stessi che mi hanno tolto il sorriso?

Le immagini nella mia mente si son fatte più chiare e mi vergognavo sempre di più, non dovevo far trapelare nulla.

La mia adolescenza e la mia famiglia, ottimo connubio!

Le paure, le vergogne non mi hanno impedito di crearmi una famiglia, un uomo d’amare, dei bambini, a cui poter dire loro: vi voglio bene!

Ringrazio la corazza e il buon Dio che, paradossalmente non riuscendo a impedire quegli ‘attimi’, ha fatto sì che riuscissi da sola a costruire ciò che oggi mi appartiene, la mia famiglia!

Era mio padre, quasi quotidianamente, con mia madre in giro per casa.

Mi domando, come una mamma pur sapendo permette che ciò avvenga …

Chi mi sta aiutando, credo stia facendo un buon lavoro, io meno!

E’ mia abitudine sedermi sulla punta, sia essa una sedia o un divano, in verità dovrei farmi sostenere dal mondo.

Quale mondo?

La nostra famiglia?

Rimuovere quegli episodi, ha permesso alla mia mente di scrollarsi da ricordi ingombranti, che sotto le lenzuola si ripresentano anche se si parla di Amore.

Mi domando tutti i santi giorni, come sarebbe stata la mia vita … se ……

Luce

 

Riflessione

Quanto emerge da questa toccante testimonianza rispecchia il dramma del “modus operandi” dell’abuso infantile: tra le pareti domestiche, luogo che dovrebbe essere di sicurezza, affetto senza distinzioni, rispetto, si “consuma” il “calpestìo” dell’anima e del fisico… Genitori uniti per facciata sociale si distaccano invece in questo “compito”: padre che “agisce” e madre complice col silenzio è presente fisicamente ma non con la testa… Una figlia che nel dramma cerca un affetto, un ascolto, un abbraccio che può solo sognare, che le sono arrivati solo da donna adulta con un marito e dei figli. La resilienza nel suo lungo percorso cerca di insinuarsi nell’anima di questa donna che, nel terminare la sua testimonianza si chiede: se…Una domanda la cui risposta non si saprà mai, tornare indietro è impossibile. Guardare al futuro con occhi nuovi e altri traguardi è possibile sì!

* Grazie Luce.

 

Dott. ssa Silvia Ferrari

Pedagogista

 

Bibliografia tematica di approfondimento.

La bibliografia in materia di abuso all’infanzia e del “contorno” familiare, degli ambiti d’intervento e delle linee guida è sterminata, perciò ho fatto una scrematura che ha “coperto” le aree citate sopra. Per autori non riportati, rimando al web.

 

- Di Blasio P./ Cirillo S. “La famiglia maltrattante. Diagnosi e terapia”, Cortina Raffaello 1989

- Di Blasio Paola, “Psicologia del bambino maltrattato, Il Mulino 2000

- Cirillo Stefano, “Cattivi genitori, Cortina Raffaello 2005

- Oppedisano F.O./D’Augello G., “Il design visivo di stagioni violate. Le campagne di comunicazione visiva contro la violenza all’infanzia”, Ed. Alinea 2013

- D’Ambrosio Cleopatra, “Psicologia delle punizioni fisiche. I danni delle relazioni educative aggressive”, Erickson 2004

- D’Ambrosio C., “L’abuso infantile. Tutela del minore in ambito terapeutico, giuridico e sociale, Erickson 2010

- Giamundo V. (a cura di), “Abuso e maltrattamento all’infanzia. Modelli di intervento e terapia cognitivo-comportamentale”, Franco Angeli 2013

- De Luca G., “L’amore molesto. Metodologie di intervento nei casi di abuso all’infanzia”, Pensa Multimedia 2004

- Nanetti F., “La via della trasformazione interiore. Dall’infanzia ferita alla responsabilità del divenire adulti”, Pendragon 2010

- Frassi M., “Favole di bambini e dei loro orchi. Storie vere di infanzia violata”, Ed. I Nuovi Quindici 2009

- Orfanelli G./Tiberio A., “L’infanzia violata”, Franco Angeli 2005

- Montecchi F. (a cura di), “Abuso sui bambini: l’intervento a scuola. Linee guida ed indicazioni operative ad uso di insegnanti, dirigenti scolastici e professionisti dell’infanzia”, Franco Angeli 2002

- Broli E./Piro O., “Senza titolo. Storie di infanzia violata”, Piemme 2004

- Gaioni I., “Nessuno tocchi un angelo. Cronache di infanzia violata, Giambra 2015

- Coluccia A./Calvanese E., “Pedofilia. Un approccio multiprospettico, Franco Angeli 2007

- Miller A., “La persecuzione del bambino. Le radici della violenza”, Bollati Boringhieri 2008

- Cartei V./Grosso F., “Oltre il silenzio. Come elaborare e superare il trauma dell’abuso sessuale subìto nell’infanzia”, Franco Angeli 2016

- De Risio A/ Miletto R. (a cura di), “Complice il silenzio. Buone prassi contro l’abuso all’infanzia”, Alpes Italia 2013

- Moneta F., “Cinema neorealista e infanzia violata, Universitalia 2012

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