Le “emozioni disturbanti” nell’essenza interiore: come uscirne?

24.03.2016 19:30

Ogni emozione è generata dal pensiero. Il legame tra pensiero -  emozione - azione è estremamente forte tanto che, come molti studiosi affermano, tra cui il Dott. Antonio Fabozzi, il comportamento della persona è il prodotto del suo pensiero. In effetti, il pensiero che è alla base delle credenze su cui ogni essere umano fonda la propria esistenza. Di conseguenza, se la persona crede in un pensiero che è falso perchè non fondato su dati reali ma solo su sue convinzioni, crederà che tali pensieri siano reali e agirà in base ai suoi falsi pensieri mettendo in atto dell’emozioni disturbanti che gli impediscono di vivere in piena autonomia la sua vita e di essere artefice del suo destino. Nei casi più gravi la persona può arrivare a convincersi di essere inutile e incapace tanto da rinunciare ad alzarsi dal letto o prendere una qualsiasi decisione [depressione]. Le emozioni disturbanti sono il prodotto del pensiero falso, che nel frattempo per la persona è diventato reale per uscire dai problemi che ne derivano, i cui principali sono: attacchi di panico e depressione, perciò è necessario che la persona inizi un percorso terapeutico guidato dallo psicologo. Tale percorso avrà obiettivi a breve, medio e lungo termine fino all’esito finale che non è la guarigione ma la trasformazione del pensiero falso in un pensiero vero fondato sulla realtà. Il terapista, infatti, attraverso il colloquio con la persona, fa nascere in lei il dubbio che mette in crisi le sue credenze e fa sì che pian piano il pensiero si modifichi e come molte ricerche hanno dimostrato, anche a livello biochimico il cervello si “trasforma”. Il percorso di psicoterapia fa sì che la persona sia autonoma, il farmaco, invece, crea dipendenza e produce la falsa convinzione nella persona di non farcela da sola. Dunque, perchè molte persone preferiscono ricorrere al farmaco e non al percorso terapeutico? Semplice, vogliono guarire subito e il farmaco provoca una guarigione illusoria, facile e indolore. Al contrario, il percorso terapeutico è fatto di tappe, richiede più tempo, ma certamente non ha lo scopo di "calmare" le emozioni disturbanti ma modificare il pensiero che le produce. E’ fondamentale unire al farmaco il percorso terapeutico, creando una sinergia curativa. Concludendo quindi, la "guarigione" da attacchi di panico, ansia, depressione, non avviene con la "pillola magica" ma col modificare il pensiero non da negativo a positivo ma da falso a reale. 

 

Dott.ssa Maria Grazia Ammendola

Pedagogista

Educatrice

Esperta di metodologie d’insegnamento per bambini bes.

 

Bibliografia tematica di approfondimento.

- Bruce Lipton, "La Biologia delle Credenze - Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula”, Macro Edizioni 2013

- Beck, A.T., Gary Emery, Ruth L. Greenberg. “L’ansia e le fobie.  Una prospettiva cognitiva", Astrolabio Ubaldini Edizioni, 1988

- Giuseppe Ferrari, “Manuale di terapia cognitiva dell'ansia - Tecniche di gestione dell'ansia e dello stress”, Edizioni Ferrari Sinibaldi, 2010

- Adriano Stefani, “Il rapporto tra psicofarmaci e psicoterapia” (articolo)

- Clare Winnicott Rey Shepherd Madelein Davis (a cura di), “Esplorazioni psicoanalitiche”, Edizione italiana a cura di Carla Maria Xella, 1990

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