Educazione digitale e piattaforme social: la divulgazione in punta di mouse.

09.10.2016 19:30

Pubblica, mi piace, commenta, condividi, sono i tasti più conosciuti dal popolo social nelle varie e più note piattaforme virtuali, la loro funzione? Trasmettere un contenuto perché sia fruibile e appreso dagli internauti. Parlare di educazione con i social media è sì il modo più immediato per arrivare a un maggior numero di persone nel mondo ma, per il fatto che i contenuti sono pubblici e le menti che leggono hanno una propria percezione interiore a livello emozionale, bisogna “cogliere” la tematica che più interessa, “calibrando” il linguaggio. Anche le news educative  che “viaggiano” velocemente tra link e video, tra canali tematici, social, ebook, siti/blog, gruppi/pagine devono essere elaborate da chi ha l’Educazione con la E maiuscola nel cuore; quindi il redattore di contenuti non necessariamente dev’essere laureato, anche il genitore che vive il suo ruolo ogni giorno ha da dire la sua in termini di crescita dei figli. La divulgazione educativa è una forma di didattica e-learning, sia chi scrive sia i lettori hanno un ampio accesso ai tecno-media del momento: smartphone, ipad, iphone, tablet, notebook col noto touchscreen permettono subito lettura, consultazione e condivisione e se è presente il form, è possibile lasciare un commento e/o contattare l’autore, sempre nel rispetto della netiquette. Nella stesura di quest’articolo, porto la mia esperienza di blogger/redattore di contenuti, ma vi chiederete: dove si trovano le idee per scrivere? Non solo io ma, chiunque “mastica” educazione, pedagogia e discipline affini, trae spunto principalmente dalla propria formazione pratica “sul campo”, dagli studi, da vissuti personali positivi e non, da semplice curiosità, dall’essere genitore autodidatta, poiché parte da zero pratica mentre la teoria deriva dall’educazione ricevuta nell’infanzia e dagli eventi citati sopra. Se vuoi divulgare bene e far arrivare messaggi positivi, occorre essere anche originale nei contenuti. Come si fa a capire, quali sono i temi più “gettonati” dagli utenti? E ancora: coinvolgono più gli uomini o le donne? A titolo esemplificativo, parlo per la mia pagina “Redazione Pedagogica – escludendo i miei articoli, nei tre anni di vita i temi più interessanti per i miei fan spaziano da Maria Montessori e i suoi principi educativi passando per le attività laboratoriali a essa collegate ai DSA e strumenti compensativi, dalle mappe concettuali ai lavoretti manuali rivolti all’infanzia/primaria, dal bullismo online/offline alla manipolazione affettiva con annesso narcisismo, dai pensieri educativi di vari studiosi alle segnalazioni bibliografiche selezionate da me o proposte all’educazione familiare, da eventi formativi per professionisti e/o genitori ai consigli di lettura richiesti contattando la pagina. Sempre a titolo semplificativo, gli utenti di pagina per un buon 93% sono donne rappresentative di ogni fascia d’età, studio e professione, genitori, due suore, un parroco e un viceparroco. Mi piace parlare dell’interscambio che si crea tra pagine e blog pedagogici: ogni link, articolo, evento condiviso favorisce la “costruzione” e l’“allargamento” della Rete d’informazione educativa, un’integrazione social per una Pedagogia di qualità. E’ indubbio che, la divulgazione educativa è una forma “virtuale” di sociologia, dietro la tastiera vive una persona che col suo scrivere e porgersi al pubblico in modo rispettoso e con garbo trasmette alla collettività una “sana” Educazione, ciò vale sia per me sia per gli altri blogger, che al tempo stesso sono anche utenti di altre pagine, gruppi, etc… Una continua corrispondenza biunivoca per una divulgazione positiva a 360° e se le buone pagine e/o siti/blog proseguono il “cammino”, il merito è principalmente dei fan/utenti/visitatori, che sono il vero “motore” dinamico di ogni “piazza” social e a tutti loro io e i miei colleghi/e blogger rivolgiamo un immenso GRAZIE.

 

Dott. ssa Silvia Ferrari

Pedagogista redazionale, Edukablogger

 

 

Bibliografia collegata all’argomento trattato.

 

1) Fanizza F. “Educare smart. Tecnologie e sentimenti ai tempi di internet”, Progedit 2016

 

2) Anello/Marino/Pino, “Il digitale nell’educazione. Ambienti, dispositivi, apprendimenti”, Pensa Editore 2014

 

3) De Rossi/Petrucco (a cura di), “Le narrazioni digitali per l’educazione e la formazione”, Carocci 2013

 

4) Deriu/Filomia, “Famiglia e nuovi media. I nativi digitali e i loro genitori”, San Paolo Edizioni 2015

 

5) Cangià C., “Generazione tech. Crescere con i nuovi media”, Giunti Scuola 2014

 

6) Cambi F. (a cura di), “Media education tra formazione e scuola. Principi, modelli, esperienze”, ETS 2010

 

7) Antoniazzi A., “Dai Puffi a Peppa Pig: media e modelli educativi”, Carocci 2015

 

8) Paratore G., “L’educazione mediata. Stampa, radio, cinema, televisione, internet: gli insegnanti degli ultimi 50 anni”, Armando Siciliano Editore 2011

 

9) Abruzzese/Maragliano, “Spazi e azioni dei media”, Mondadori Università 2008

 

10) Piave N.A., “Il web 2.0 in cattedra. La scuola italiana fra informal learning e competenza mediale”, Il Campano 2011

Privacy Policy