Disagi nell'infanzia: comprensione e intervento.

27.08.2015 18:40

Le identità e personalità di ciascuno di noi si formano e sviluppano in famiglia, considerata il primo e più importante agente di educazione e socializzazione. Oggi più che mai, i genitori e il ruolo che rivestono nella crescita di un figlio (nella formazione della coppia ciascuno porta il proprio bagaglio, non solo culturale, ma anche affettivo ed emozionale) sono veramente messi a dura prova dalle aspettative sociali, dai parenti, dai media, tutte situazioni che condizionano in positivo o meno il rapporto educativo della triade (genitori + figlio) non solo all’interno delle mura domestiche. Il mestiere di genitore è l’unico a non essere insegnato sui banchi di scuola o dai libri, si impara sul campo anche sbagliando, cercando di “tirar fuori” il meglio delle capacità e potenzialità del proprio figlio sia positive sia negative (queste magari smussate e dirottate in attività varie). Questo “tirar fuori”, che è la traduzione letterale di Educazione (dal latino ex-ducere), non sempre è agevole per i genitori, il cui figlio forse poco ricettivo agli insegnamenti, vuoi per il carattere un po’ difficile vuoi per spirito di contraddizione, porta a un rapporto educativo disagiato e contrastato.

Per rispondere ai disagi dei bambini e per meglio comprenderli, segnalo questo libro non nuovissimo, ma sempre attuale, di facile comprensione e linguaggio per tutti, scritto dalla psicologa e psicoterapeuta Cleopatra D’Ambrosio “Capire i disagi dei bambini. Dopo un’introduzione e un capitolo di apertura sul significato di relazione emotiva, il libro espone storie comuni di bambini e di alcuni disagi che possono presentarsi nel contesto familiare e gli interventi della psicologa. In sintesi: perché il rapporto genitore-figlio cresca al meglio (anche con ostacoli che si affronteranno e supereranno assieme), è importante la sensibilità affettiva ai bisogni, alle esigenze del figlio, affinché il famoso e naturale “attaccamento” favorisca l’apprendimento nel miglior modo possibile.

                                                                               

                                                                                                      Dott.ssa Silvia Ferrari

                                                                                                         Pedagogista

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