Didattica delle emozioni tra empatia e apprendimento: una pedagogista del cuore racconta il suo “viaggio” nell’anima.

26.04.2016 20:50

Per lo spazio “Dialogica Educativa sono lieta di intervistare Marta Tropeano, pedagogista, maestra e autrice del suo primo libro “Una carezza nell’anima”. Ecco il suo abstract biografico:

“La mia formazione umana e professionale riguarda diversi ambiti formativi. A poco più di venti anni conseguo la mia prima laurea in Scienze dell’Educazione con il massimo dei voti; frequento seminari, corsi di formazione e master, convegni e intanto conseguo la specializzazione a Firenze come Progettista Educativo e Scolastico. Teoria e pratica vanno di pari passo in uno stimolo continuo di ricerca e confronto con il mondo di bambini, dei giovani e dei genitori. Realizzo vari progetti educativi mettendo l’accento sulle emozioni e le relazioni che la determinano. E’ da due anni che la mia fantasia si accende e inizio a scrivere favole per bambini e non solo. Le mie favole sono dedicate anche ai genitori e a tutti quelli che sono dalla parte dell’educazione. In un mondo che cambia do importanza al ritorno “dell’umanità dei sentimenti”.   

1) SILVIA: Da un carteggio personale con Marta ho accolto senza esitazione sia la sua richiesta d’intervista e (cosa rara per la stessa persona) sia la mia futura recensione al suo libro. Domando subito: com’è nato l’input di diventare un’autrice di favole?

MARTA: Innanzitutto volevo ringraziarti per aver accolto con sensibilità e interesse la possibilità di questa mia intervista. La mia passione per la scrittura risale dall’adolescenza, la lettura e la scrittura sono state mie compagne fedeli fino a diventare parti di me. Quando scrivo, mi trasformo e inizia un viaggio nella fantasia. Per il lavoro che svolgo come insegnante e progettista didattico, ho sempre dato spazio alla creatività, creando giochi pedagogici, filastrocche e poi e arrivata la favola con il suo linguaggio. Il racconto orale ha per l’infanzia una suggestione particolare sia per l’uso dell’oralità sia per il rapporto con l’altro. Perciò, ho notato che quando leggo le mie favole in classe e non solo, si crea una “condivisione di esperienze” ossia l’intersecarsi di emozioni, sentimenti e vissuti. Infatti, mi piace pensare alla favola come a un “mattone” che ci aiuta a costruire e delineare il mondo delle emozioni e degli affetti.

 

2) S.: Leggendo la tua raccolta di favole in formato e-book, ho coniato per te la definizione di *Pedagogista del cuore messo al primo posto nelle favole in quanto anima e “contenitore” emozionale. Che cosa intendi per “umanità dei sentimenti”?

M.: Mi piace molto la tua definizione di “Pedagogista del cuore” e rispecchiandomi, ha suscitato l’assonanza con il pedagogista Pestalozzi che evidenzia come fondamentale nell’educazione sia lo sviluppo armonico e graduale delle tre facoltà del cuore, dell’arte e della mente. Anche per me sono fondamentali e l’obiettivo principale è adattare i metodi didattici alla naturale crescita del bambino, attraverso lo sviluppo armonioso di tutte le sue facoltà mente, cuore e mano. Oggi purtroppo si assiste a un impoverimento delle competenze emozionali che diventa un fattore di rischio nella produzione di varie forme di disagio. E’ un messaggio di sensibilizzazione quello che sto portando avanti con le favole, già dal titolo “Una Carezza nell’Anima” si può tracciare l’obiettivo pedagogico semplice ma profondo di un ritorno “all’umanità dei sentimenti”.  Accettando e scoprendo la nostra vita emozionale, mostriamo l’autenticità dei sentimenti. Oggi è presente una difficoltà a riconoscere affetti, emozioni, sensazioni e un’incapacità nella competenza empatica. Gli esseri umani sembrano dimenticare che percorrono due linee di sviluppo cognitivo e affettivo-emotivo. Ogni atto cognitivo contiene aspetti emozionali e ogni emozione include valutazioni cognitive. Le mie favole metaforicamente sono carezze, per cogliere l’importanza dei sentimenti in una società piena di contraddizioni utilitaristiche dove conta ciò che si ha e non ciò che si è, quindi come contrapposizione l’essere, “l’io emotivo” del bambino diventa il centro di questo libro.

 

3) S.: Didattica delle emozioni, un progetto-percorso per “riscoprire” la loro importanza nell’apprendimento e nell’evoluzione psicologica del bambino. Nel libro scrivi: “Senza emozione non ci può essere apprendimento”, che altrimenti sarebbe vuoto e sterile, dico bene?

M.: Come progettista didattico questo libro è anche un percorso psico-emozionale e ha come obiettivo primario lo sviluppo delle potenzialità di ciascun bambino nella comunicazione, nell’apprendimento, nelle relazioni e nella socializzazione. Educare oggi all’essenza e alla scoperta del bambino stesso è fondamentale. Purtroppo nella scuola di oggi l’alunno sembra di più un vaso da riempire che un fuoco da accendere, ma solo stimolando la fantasia e le emozioni si crea apprendimento. I bambini devono ritornare a essere protagonisti del loro mondo! Io svolgo a scuola e nelle associazioni per cui collaboro delle attività laboratoriali legate alle mie favole. Per esempio Laboratorio “Educare all’Affettività” e Laboratorio di Intercultura “A scuola di diversità”. Tra gli obiettivi educativi c’è la priorità di far emergere nei bambini i loro vissuti emozionali in maniera efficace e creativa sapendo utilizzare uno specifico linguaggio emotivo. Le competenze affettive, empatiche e di rispecchiamento reciproco oggi sono decisive fin dalla più tenera età, per creare un clima di condivisione in classe e non solo. La sfera emotiva è un contenitore e attraverso l’empatia, ossia la capacità d’immedesimazione, ci permettere di mediare ogni connessione con la realtà esterna. Da qui la necessità di creare non solo un’educazione emotiva mirata, ma una vera e propria Didattica delle Emozioni. Nella costruzione di un percorso di apprendimento il fattore emozionale va quindi considerato come un elemento indispensabile all'apprendimento stesso e si può quindi affermare che senza emozione non ci sia apprendimento.

 

4) S.: Una carezza nell’anima è una raccolta di cinque favole ognuna “portatrice” di messaggi educativi d’impatto non solo interiore. Non ti sei fermata allo scrivere e stimolare l’immaginazione, hai inserito anche le schede didattiche a margine di ciascuna: ciò nasce dalla tua esperienza pedagogica? L’obiettivo delle schede didattiche è vedere quanto il bambino ha compreso dei messaggi in fiaba, giusto?

M.: Come l’alba che dopo la notte porta nuova luce, le mie favole metaforicamente mi piace immaginarle come delle “torce” che illuminano le nostre emozioni in una sorta di guida emotiva. Dalla mia esperienza pedagogica ho potuto capire che oggi adottare piani e programmi educativi finalizzati allo sviluppo dell’ascolto emotivo, della partecipazione e dell’accoglienza è un’operazione positiva e utile. Una buona gestione del proprio mondo emozionale rappresenta la migliore garanzia di benessere psico-fisico. Le emozioni sono importanti perché attraverso la loro percezione e decodifica si entra in contatto con la dimensione più profonda di se stessi e degli altri. Attraverso l’utilizzo delle schede didattiche che altro non sono che un rimando “giocoso”, per poter riuscire ad entrare in contatto con i bambini e i loro vissuti emotivi. Ho notato quanto sia importante per i bambini riuscire a far emergere in maniera creativa ed efficace i loro vissuti, quindi c’è sempre uno stretto rapporto tra la favola e l’identità, narrare e narrarci aiuta a scoprire delle parti del se che prima non conoscevamo, aiutando a costruire la nostra identità.

 

5) S.:   Questa favola apre il tuo libro emozionale: la Carta e l’Inchiostro che uniti creano qualcosa di magico. Provo a interpretare: Carta Bambina mi fa pensare alla semplicità e spontaneità dei sentimenti, un’interiorità pura che aspetta qualcuno/qualcosa di speciale per “trasmettere” se stessa e ciò avviene incontrando Inchiostro Magico, che scrive nella Carta messaggi di pace e serenità. Pur nell’essere adulto, in noi permangono “angoli” di genuinità e schiettezza: quanto è importante essere se stessi trasmettendo le emozioni all’altro?

M.: Essere se stesso è oggi fondamentale, soprattutto non aver paura dell’autenticità e della diversità. Carta Bambina è una bimba ordinata, l’incontro con Inchiostro Magico le cambia la vita, una bellissima metafora per i bambini ma soprattutto per gli adulti. L’incontro con la diversità ci disordina le idee, ci strappa alle cautele, come Carta Bambina, temiamo che qualcuno diverso da noi metta a disagio, ci “sporchi”. Senza lo “sporcarci” del contatto con l’altro diverso da sé non si cresce. Quando l’altro ci scrive addosso simboli sconosciuti, abbiamo bisogno che poi li spieghi, per capire. Una straordinaria possibilità di insegnare attraverso queste favole è il lasciarci contaminare dall’altro per crescere. L’incontro con la diversità ci fa vedere nuove prospettive, ci arricchisce. Si nasconde anche una metafora nuova e profonda ossia l’incontro con la diversità in questo caso il contatto tra Carta Bambina e Inchiostro Magico nasce la Creatività. Nascono il pensiero e l’atto creativo che si trasforma nell’arte, nella scrittura e nella musica. L’incontro con l’altro ci aiuta a superare le nostre riserve e paure. Noi adulti dovremmo ricordarci che, i colori e l’entusiasmo danno la gioia e la spontaneità che amiamo nei bambini di cui abbiamo nostalgia, le possiamo ritrovare solo se apriamo e ascoltiamo “il nostro cuore bambino”.

 

6) S.: Quanto di personale hai “trasferito” nella stesura di questa raccolta?

M.: Ho scritto queste favole mettendo al centro il mio cuore bambino, perché grazie a esso entro in empatia con i bambini, riesco a guardare con i loro occhi. Questo è difficile perché siamo adulti, ma ci possiamo provare accettando i canali del gioco, della fantasia e dell’immaginario. Dobbiamo imparare a essere degli Adulti Emotivi, riscoprendo la bellezza delle emozioni! Con le mie favole c’è uno stretto legame, immagino la favola come uno “specchio” dove leggo alcune parti del mio sé. La narrazione rappresenta per me la via attraverso cui dare forma alla mia identità. L’identità narrativa emerge tutte le volte che mi presento e mi racconto agli altri e a me stessa. Mi racconto attraverso la nuova identità ossia MartUgo il ragnetto che tesse dei fili invisibili da cuore a cuore, oppure affido a Carta Bambina e Inchiostro Magico l’incontro con la diversità. La favola rappresenta per me “un’esperienza di condivisione”, che consente l’intersecarsi di emozioni, sentimenti e vissuti che strutturano le relazioni interpersonali. Le favole che ho scritto affondano le radici proprio nella costruzione della mia vita personale, Marta è Una carezza nell’Anima e viceversa!

 

7) S.: Le tue favole espresse attraverso disegni e schede didattiche “lanciano” input di riflessione collettiva per grandi e bambini: diversità, legami affettivi, ambiente, libertà, ricordi. Quali sono le favole più “gettonate” tra i piccoli e quali le domande più curiose sia da parte loro sia da genitori e docenti?

M.: Rispondo a questa domanda iniziando con una domanda che è posta in continuazione ossia: “queste favole a che età possono essere lette?” Non ho voluto specificare l’età perché penso che vadano bene da 0 a 99 anni J, poiché lanciano delle riflessioni sia per i grandi sia per i bambini. Questo libro vuole essere uno “spazio affettivo” che faccia da ponte e non da semplice intrattenimento. Il mio invito è quindi di leggerlo, favola dopo favola ad alta voce, la voce umana favorisce la condivisione, fa crescere i bambini e ci fa ritornare bambini. Se un adulto legge un libro ad Alta Voce e quel libro gli piace contagerà di piacere il bambino. La lettura ad alta voce accende la fantasia, è luce per la nostra anima, perché potenzia la capacità dell’ascolto globale che comprende non solo il sentire che ci deriva dall’orecchio ma influisce sull’attenzione unitaria e penetra nel cuore delle emozioni.  Da poco ho letto e svolto il laboratorio sull’affettività con la favola “Sopra il cielo di Parigi” in una classe 5° primaria: ciò che mi ha colpito di più è stato il loro silenzio nell’ascoltare, non un sentire, si capiva che era un ascolto empatico ed emotivo (eppure la classe di solito è molto rumorosa)! Le loro domande ti lasciano a bocca aperta, un bambino afferma che leggendo questa favola è “ritornato bambino, maestra mi sono emozionato, ho sentito un brivido”! Di episodi molto belli ne ho tanti, ad esempio mi viene in mente durante un mio laboratorio con la lettura di “MartUgo il ragnetto che tesse il tuo futuro” quando la classe si trasforma in ragnatela, (un filo rosso ricrea la Ragnatela delle Emozioni) un bambino mi ha chiesto se alla fine prima di tornare a casa potevo tagliargli un pezzetto di filo rosso da portare ai suoi genitori che ultimamente litigano sempre e hanno dimenticato il “filo che lega il cuore”. Dopo la lettura della favola di “Carta Bambina e Inchiostro Magico” i bambini sono invitati a trasformarsi in Inchiostro Magico per poi disegnare un simbolo sul vestito di Carta Bambina. Un bambino ha disegnato la bandiera della pace come simbolo di fratellanza, oppure un bambino dalla situazione familiare difficile ha disegnato la casa dicendo “affido a Carta Bambina il mio desiderio di tornare presto a casa”. Le insegnanti ma anche i genitori alle volte mi dicono che i loro alunni – figli, non parlano mai di loro, che non riescono ad aprirsi; io invece quando svolgo i laboratori vedo che grazie alla Didattica delle Emozioni e al linguaggio emotivo utilizzato nelle favole riescono ad aprirsi per far emergere i loro vissuti interiori e tante insegnanti mi chiedono “ma com’è possibile tutto questo?” Da una parte c’è l’alfabetizzazione cognitiva dall’altra parte ci dev’essere anche un “allenamento emotivo”, io attraverso le favole e i miei personaggi entro nelle classi e aiuto i bambini a essere consapevoli delle loro emozioni, imparano a riconoscere nell’emozione un’opportunità di crescita e condivisione. Si devono insegnare al bambino le parole necessarie a definire le emozioni che prova.

 

8) S.:  Una favola ambientata nell’atmosfera magica di Parigi da una prospettiva aerea: Nuvola Bianca di nome Tutù si racconta… Ma è triste, cerca i suoi genitori e l’aiuto emotivo di Miss Nuvola Love sarà provvidenziale. Anche in questa favola, come in MartUgo emerge la parte emozionale fatta di legami mai spezzati: infatti, a Tutù basta risentire la filastrocca materna per rasserenarsi. La dimensione affettiva è parte integrante di noi stessi, questo è ciò che trasmettono le tue favole, vero?

M.: La dimensione affettiva è un modo di essere, si esprime negli atteggiamenti, si comunica attraverso noi stessi, è un sorriso, un movimento, uno sguardo d’attenzione. Ho affidato a Tutù ossia la nuvola bianca e sferica, un tema delicato e profondo ossia la dinamica della separazione intesa come abbandono, che non ha età e nella quale siamo coinvolti tutti. Tutù ricerca gli affetti perduti e precisamente le figure genitoriali. Tutto si svolge a 308 metri sopra una stazione Meteorologica della Tour Eiffel. L’incontro con Miss Nuvola Love rappresenta l’amore e la ricerca affettiva, gli farà riscoprire la forza di desiderare. La forza di credere in se stesso. C’è qui un significato pedagogico della speranza, una speranza che è desiderio di vita quindi un’educazione che trovi fondamento e riconoscimento nel valore assoluto del bambino e del futuro uomo. Da questa favola e dalla sua lettura animata ho creato un gioco pedagogico dell’Albero dei Desideri, ogni bambino è invitato a scrivere nel taccuino di Miss Nuvola Love un suo desiderio e poi dopo aver creato un momento di condivisione in gruppo (ogni bambino racconta il proprio vissuto ed esprime il proprio desiderio) si racchiude e si appende sull’albero che rimane in classe e dalla mia esperienza i bambini cercando sempre di proteggerlo e di custodirlo. Educare alle emozioni e al desiderio appare oggi più che mai fondamentale e chi è dalla parte dell’educazione non può dichiararsi estraneo.

 

9) S.: Tra tanti impegni, hai trovato il tempo per organizzare il Book-Mob: com’è nata l’idea? E dalle favole alla realtà, si passa per l’Albero dei Desideri. Raccontaci questi due eventi socio-pedagogici.

M.: L’idea del Book Mob è nata in occasione del 23 Aprile Giornata Mondiale del Libro, si è pensato a nome del Caffè Pedagogico di Parma di cui io sono la promotrice, di cogliere l'occasione per organizzare un evento al Parco, davanti alla biblioteca Alice a Parma, dove il libro è diventato protagonista di scambio di idee, messaggi, pensieri sull'educazione e sulle emozioni. Ognuno ha letto e condiviso la frase o il pensiero, scrivendolo su un post-it e attaccandolo sul tabellone, per poi "seminare il proprio libro per raccoglierne un altro". Un modo per mettere in circolo l’amore per la lettura e la cultura educativa perché non bisogna mai dimenticare che “l’educazione è luogo d’infinite possibilità”! Sono molto contenta anche della Partecipazione del libro “Una Carezza Nell’Anima” all'allestimento del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto a Parma al Festival della Creatività. Partecipo con L’Albero dei Desideri: i fili colorati con appese le chiavi e i cuori metaforicamente aprono alla riflessione su noi e gli altri. Scrivere sopra aforismi e pensieri a cui affidare i desideri e le nostre speranze. L’idea nasce da una mia favola “Sopra il cielo di Parigi” e dai suoi personaggi come Miss Nuvola Love. Grazie a queste attività i bambini esprimono il loro “io emotivo”, trascrivo qui in maniera anonima alcune desideri affidati all’albero.

  “Io vorrei saper volare per vedere i comportamenti delle persone.”

  “Vorrei che ci sia più pace nel mondo e diventare una ballerina.”

 “Vorrei che ci fosse meno inquinamento e che la natura fosse più rispettata.”

 “Mi piacerebbe che tutti abbiano il sorriso!”

 “Mi piace vedere la gente che sorride perché si capisce che hanno una famiglia e un cuore.”

 

10) S.: Le favole mi sono piaciute tutte, la mia preferita è MartUgo il ragnetto che tesse il futuro: le emozioni che “girano” vorticosamente nella Spirale e nella ragnatela, il “filo” invisibile dell’affetto che evolvendosi crea legami come in una “matassa” fatta di tanti stati d’animo. Il legame base è sempre quello materno: le emozioni dei genitori quanto incidono sulla crescita dei propri figli?

 

M.: Il Ragnetto MartUgo è un ragnetto un po’ magico e furbetto, nasce dall’incontro con l’altro, è un ragnetto che tesse fili invisibili, da cuore a cuore. Tesse legami, il primo quello più importante è il legame con la madre, rappresentato simbolicamente dall’abbraccio della mamma, ma non solo il legame invisibile tra i fratelli e sorelle, tra i genitori e tra gli amici. Soprattutto la Ragnatela delle Emozioni rappresenta l’intreccio delle relazioni. La ragnatela diventa la trama delle nostre emozioni e ognuno può intrecciarla e diventare protagonista consapevole dei propri stati d’animo. Nella ragnatela delle emozioni cosa troviamo?  I desideri, le passioni, la musica, la fantasia, il coraggio di credere nelle capacità, costituiscono la ragnatela che ci permette di realizzarci. Le relazioni aiutano i bambini a proiettarsi in un futuro, noi da educatori e da genitori dobbiamo insegnare a saper rappresentare mondi possibili, non c’è solo il qui e ora con tutte le incertezze ma la possibilità di intraprendere un agire pedagogico incentrato sull’educazione del cuore e della mente.  Dobbiamo ricordare che le relazioni che abbiamo con noi stessi, con gli altri, con la natura e la vita generano emozioni. Le emozioni sono presenti in ogni relazione essendo la vita stessa una relazione. I genitori dovrebbero dare fiducia a ciò che sentono e dovrebbero esprimere le loro emozioni iniziando a conoscerle e diventandone amici. Anche le emozioni che ci sfidano le possiamo trasformare in una forza alleata e non nemica. Perché oggi abbiamo paura delle emozioni e le usiamo poco? Perché ignoriamo il loro potere, la grande svolta di questo periodo storico è rendersi conto che possiamo scegliere con quali sentimenti desideriamo rappresentare la nostra realtà.

 

SILVIA: Marta, la *Pedagogista del cuore grazie al tuo lavoro editoriale e in presa diretta con genitori, bimbi e docenti riporti l’attenzione sull’Io interiore, il fulcro della nostra evoluzione. Grazie per aver scelto il mio blog e la disponibilità all’intervista.  Ma quante ne hai rilasciato? ;) 

MARTA: Grazie a te Silvia ^_^ e alle tue domande profonde e ben articolate che mi hanno dato la possibilità di raccontare di me e delle mie favole. D’interviste e recensioni ne ho rilasciate parecchie! Inoltre anche audio-presentazioni e soprattutto presentazioni del libro in molte librerie. Ho avuto il piacere di presentare il libro presso “La fiera del Bambino Naturale” a Chiari il 9 e 10 Aprile organizzata dall’Associazione Montessoriana di Brescia. Vorrei ricordare che la promozione del libro continua: un appuntamento importante è al Parma Etica Festival dal 2 al 5 Giugno 2016 con la presentazione del libro e le attività laboratoriali. Invece un appuntamento più vicino è la presentazione del libro il 7 Maggio ore 17.00 presso Libreria Piccoli Labirinti a Parma con letture animate e sonore delle favole.

 

* L’attività di divulgazione educativa di Marta Tropeano è consultabile nella pagina social: www.facebook.com/Una-Carezza-NellAnima-328523897157966/ e nel blog personale: unacarezzanellanima.blogspot.it/

 

Dott. ssa Silvia Ferrari

Pedagogista

 

 

 

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