Educazione Comparata

 

RIASSUNTO del libro “Concetto e metodologia dell’educazione comparata” di Alberti – Ziglio da me utilizzato per la preparazione dell’esame di Educazione Comparata del Corso di laurea quadriennale in Scienze dell’Educazione V.O. - Biennio di indirizzo: Educatori Professionali Extrascolastici.

 

Il concetto dell’Educazione Comparata ( di seguito abbreviata in EC) si costituisce facendo un tutt’uno con la storia della disciplina. Educazione Comparata è da intendersi come storia comparativa, atta a definirne la metodologia, i fini e i suoi problemi allo stato attuale e ciò è possibile esaminando le posizioni di pensiero a cui giungono diversi studiosi.

Riferendoci all’EC si parla non di disciplina ma “campo di studio” per un motivo: una disciplina  si definisce per il suo oggetto, i concetti, i metodi, mentre l’oggetto dell’EC è la comparazione dei fatti sulla base del “metodo comparativo” comune ad altre scienze sociali (economia, sociologia, psicologia); perché nonostante l’oggetto della ricerca coincida con la comparazione dei fatti, l’EC lo considera da diversi punti di vista: pedagogico, storico, sociologico, psicologico. I metodi di indagine sono tanti quante sono le direzioni della ricerca, mentre l’EC non ne possiede proprio una, né può costituire l’EC “disciplina” in sé poiché ha per oggetto la comparazione dei fenomeni educativi. La comparazione si riferisce agli elementi del sistema che lo costituiscono: le finalità dell’attività educativa. Durante tutto il 19° secolo non figurano ricerche vere e proprie di EC, ma solo descrizioni di istituzioni educative. I versanti di indagine dell’EC sono 6:

-          finalità

-          organizzazione amministrativa e finanziaria

-          strutture

-          contenuti pedagogici

-          metodi e tecniche

-           “attori” dell’insegnamento.

L’Educazione comparata deve svolgere la sua funzione fondamentale promuovendo una sistematica ricerca sui fenomeni educativi allo scopo di cogliere la loro natura ed esplicitarla mediante l’impiego delle tecniche più avanzate. L’indagine dell’EC si snoda in 4 tappe:

-          descrizione

-          classificazione

-          valutazione

-          spiegazione.

L’indagine comparativa in educazione si esplica attraverso le seguenti fasi:

-          identificazione del problema

-          formulazione di ipotesi

-          osservazione

-          verifica delle ipotesi

-          generalizzazione.

      L’ Educazione Comparata nasce come “disciplina” nel 1817 con l’opera di Jullien; l’EC adegua l’oggetto, i metodi e gli obiettivi ai diversi contesti: culturali, politici, economici, sociali. Per i metodi l’EC si avvale di indagini e ricerche interdisciplinari mutuando criteri e idee dalla altre scienze umane. Le quattro tappe storiche dell’Educazione Comparata  sono:

-          tappa strutturale (Jullien con l’Esquisse)

-          inchieste (1830/1914)

-          sistemazioni teoriche (1920/1940)

-          prospettica (dopo la seconda guerra mondiale e dopo il 1955).

    

JULLIEN. L’esigenza dell’educazione comparata come scienza.

La determinazione del metodo e del concetto di EC si trova nell’opera pubblicata da Jullien nel 1817 e che ha segnato l’uscita dell’Educazione Comparata come disciplina. (Esquisse di un lavoro nell’EC). I concetti fondamentali che Jullien ritiene opportuno comparare:

-          Principali istituzioni educative nei diversi paesi europei,

-          Diversi modi di organizzare l’istituzione pubblica e l’educazione,

-          Contenuti del corso completo di studi,

-          Metodi di insegnamento e istruzione,

-          Miglioramenti da introdurre.

Il pensiero dell’Autore parte dalla constatazione dello stato deplorevole in cui si muove l’educazione nell’Europa del suo tempo e la definisce: incompleta, difettosa, senza legami e continuità nei diversi gradi da percorrere, senza armonia e proporzione con i bisogni reali dei fanciulli e dei giovani. L’Educazione per Jullien si compone, come tutte le altre scienze, di fatti e osservazioni,  per cui sembra necessario formare raccolte di fatti ordinati in tavole analitiche, che permettano di compararli, per dedurne principi e regole, in modo che l’educazione divenga una scienza quasi esatta. Le ricerche dell’educazione comparata debbono fornire nuovi mezzi per perfezionare la Scienza dell’Educazione. E’ necessario che, le indagini siano condotte, con riferimento al filosofo Bacone, sulla base di osservazioni comparative. Scopo delle tavole, come sosteneva Bacone, sarebbe quello di aiutare la debolezza umana, fornire punti di appoggio. Una volta raccolti i dati sui sistemi educativi dei diversi paesi, si compie una comparazione e ciò per intendere quali siano i sistemi educativi che progrediscono, quelli che regrediscono e quelli che mantengono una situazione stazionaria. L’esame comparativo tra sistemi educativi esige che, i dati da raffrontare si riferiscano ad uno stesso periodo di tempo e siano considerati secondo un ordine identico. Il processo educativo ha come fine di rinsaldare i legami religiosi, sia morali che sociali, per cui le leggi e i principi che l’EC deve determinare vertono sull’efficacia dei metodi. L’Europa avverte l’esigenza di riformare e migliorare l’educazione, vera base dell’edificio sociale. Jullien pose l’esigenza che la ricerca comparativa fosse condotta in modo che i suoi esiti provassero la loro validità su un piano pratico-operativo. A tale scopo, ci fu la fondazione di un Istituto normale di educazione volto alla formazione dei maestri. Successivamente Jullien fu il 1° ideatore del “Bureau International de l’Education” di Ginevra. La ricerca comparativa è attuata allo scopo di cogliere somiglianze e differenze e prendere a prestito dai sistemi educativi quegli aspetti rivelatisi più efficaci  e capaci di migliorare i sistemi educativi che li faranno propri. Il limite di tale ricerca nasce dal credere che, il semplice raffronto tra diversi sistemi scolastici possa consentire di intendere la loro struttura essenziale e le leggi che ne assicurano la funzionalità. Come Jullien avverte, tale utilizzazione esige una modificazione dei sistemi, relativa alle circostanze e ai luoghi; il problema sorge proprio qui, perché un sistema possa adattarsi a circostanze e luoghi diversi, occorre prima capire in relazione a quali fatti e a quali luoghi esso è sorto e quali sono le circostanze e le condizioni storiche ed ambientali del paese che vuole prenderlo a modello.

 

SADLER. Condizionamenti ambientali dei sistemi scolastici.

Il pensiero di Sadler integra l’opera e i concetti base espressi da Jullien. Sadler svolse le prime ricerche di Educazione Comparata nel 1895 quando a Londra fu nominato direttore dell’Ufficio di inchieste e rapporti speciali; 11 volumi pubblicati fino al 1903 forniscono un quadro generale dei sistemi educativi europei, americani e dell’Impero britannico. Gli scopi di tale attività riguardo le esperienze educative erano:

- distinguere ciò che c’è di valido e di vero in diverse e opposte concezioni;

- informare la propria nazione sulla sua situazione riguardo alla propria efficienza nel campo educativo in rapporto alle altre nazioni;

- promuovere , ove possibile, un accordo e un generale consenso sulle più larghe linee di sviluppo dell’educazione nazionale (funzione pragmatica).

Per Sadler la ricerca comparata ha la funzione di metterci nella condizione di giudicare in quale misura ordinamenti che hanno avuto successo altrove possono dimostrarsi compatibili con le condizioni di vita inglesi. Il valore pratico emergente dalla studiare con spirito retto e con accuratezza scientifica il funzionamento dei sistemi educativi è da cercare nel fatto che ci farà essere più pronti per studiare e intendere il nostro sistema . Non basta studiare i sistemi educativi degli altri paesi, in quanto è necessario capire prima il proprio. Partendo dal concetto di Educazione, la ricerca deve costruire le finalità e la metodologia che le sono propri. L’educazione non si esaurisce nella pura formazione intellettuale o nello sviluppo fisico, non è neppure una questione scolastica; pur comprendendo questi aspetti, consiste “nell’insieme delle influenze che ci provengono dalla casa, dalla scuola, dalla chiesa, dalle interazioni sociali, familiari e di gruppo.” L’educazione può dirsi che sia nientemeno che un aspetto della vita. Quando ci si occupa dello studio dei sistemi educativi non occorre considerare solo il numero di scuole, allievi e maestri ma anche i fattori extrascolastici , che sono più importanti. Il sistema educativo di un paese si inserisce come una parte di un tutto sistema, che comprende non solo i fattori scolastici ma l’insieme dei fatti extrascolastici che influenzano i primi e viceversa. Lo studio del sistema scolastico può essere illuminante per la comprensione di aspetti caratteristici della vita di una determinata nazione. La possibilità di adattare ciò che è proprio di un sistema ad un altro è data solo se i sistemi vengano intesi secondo le condizioni sulle quali sono emersi e si sono affermati. L’importanza del suo pensiero risulta dall’aver visto chiaramente il rapporto dialettico esistente tra un sistema scolastico e le condizioni ambientali e storiche nelle quali e in rapporto con tutti i suoi aspetti, problemi e le sue soluzioni risultano intimamente connessi in una relazione di condizionalità reciproca.

 

     KANDEL. Metodo storico nell’Educazione Comparata.

E’ con l’opera di Kandel (Comparative Education del 1933) che vengono poste le basi per uno studio più critico della disciplina, specie in rapporto al problema metodologico. Per Kandel  la comprensione di un sistema educativo la si può conseguire solo analizzando e comparando i fattori che stanno alla base delle caratteristiche che lo differenziano da ogni altro sistema educativo. Tra tali fattori il principale è lo Stato che nel corso dei secoli ha sempre più mirato a controllare l’attuazione dello sviluppo dei fatti educativi e il sistema scolastico della nazione. Lo Stato influenza solo sugli aspetti amministrativi ma incide sulla determinazione degli scopi dell’educazione. Dipendono dallo Stato e dalle finalità che esso si propone. L’ Educazione non può subire le influenze politiche esercitate dallo Stato consapevolmente, allo stesso modo non può sottrarsi alle influenze dei modelli di cultura costituenti e denominati da Kandel lo <spirito di una nazione>, ossia alle influenze che si esercitano sui sistemi educativi. Il fatto che i sistemi educativi siano relativi all’ambiente entro cui si costituiscono fa si che risulti “impossibile capire qualunque sistema e le differenze tra i sistemi senza riesaminarli, per scoprire le influenze che contribuiscono alla loro formazione”, senza intendere i modelli di cultura da cui emergono. Per modelli si intendono tutte quelle idee, ideali e istituzioni che fanno reale la vita di una società. Gli organismi con cui si attua la conservazione e la loro trasmissione sono: casa, chiesa, scuola, club, gang, luogo di lavoro e la fabbrica., che differiscono nei vari paesi. L’EC deve valutare l’andamento della loro trasformazione (differenza) e del loro adattamento alle condizioni ambientali in via di sviluppo. I modelli di cultura si presentano con “caratteri tipici”: quelli che costituiscono il “carattere nazionale” di un popolo.  L’educazione è espressione dei disegni politici consapevoli e delle forze emergenti dai modelli culturali. L’EC secondo Kandel deve solo cogliere l’insieme dei complessi rapporti entro i quali si costituiscono in un determinato ambiente storico-sociale e che abbia come funzione la comprensione delle forze che determinano il carattere di un sistema.  L’EC viene considerata come una continuazione dello studio della storia dell’educazione nel presente, cioè il metodo da seguire per condurre un’indagine comparativa, secondo la natura che le è propria, non è dissimile da quello che bisognerebbe usare sul piano della “Ricerca storiografica dell’educazione”, essendo questa e l’EC strettamente connesse, poiché mentre la Storia dell’Educazione si rivolge al passato, l’EC si dedica allo studio dello sviluppo contemporaneo dell’educazione.  La somiglianza della metodologia propria della storiografia e dell’EC nasce dal fatto che entrambe sono volte allo studio di fatti singolari e non generalizzabili. Compariamo idee, ideali e forme. L’Educazione Comparata è più interessata alla forma che non ai dettagli che costituiscono un sistema educativo nazionale. Ciò che solo per Kandel non è consentito fare è di comparare dei sistemi allo scopo di istituire tra essi raffronti di valore, per l’ovvia considerazione che ogni nazione ha l’educazione di cui ha bisogno.

 

NICHOLAS HANS. Dal metodo storico alle esigenze della ricerca scientifica.

Hans ritiene che i diversi sistemi educativi siano da considerare quali espressioni di un determinato fondamento culturale e del carattere proprio di ciascun paese; per cui l’EC dovrebbe studiare prima di tutto ciascun sistema in relazione all’ambiente storico in cui si costituisce e in “stretto rapporto con lo sviluppo del carattere nazionale e della cultura” che ne sono fondamento. Secondo Hans i sistemi educativi possono essere compresi solo mediante lo studio del loro sviluppo storico e del loro ruolo funzionale nella vita sociale di una data nazione. Pure Hans sostiene il concetto dell’originalità del carattere singolare dei vari paesi e quindi dei rispettivi sistemi educativi. Anche se egli afferma che l’influenza del passato è decisiva per le caratteristiche che configurano la struttura dei diversi sistemi educativi, NON sostiene che l’indagine storica porti alle migliori soluzioni di tutti i problemi scolastici, né afferma l’impossibilità di modificare il presente. Il significato del sistema educativo per essere inteso è da ricercare nello studio del loro sviluppo storico e del loro ruolo funzionale nella vita sociale di una particolare nazione.  Compito dell’EC è quello di scoprire le differenze nelle forze e nelle cause che producono i differenti sistemi scolastici. I fattori condizionanti il costituirsi di una nazione sono:

1) Fattori naturali: preesistenti al momento in cui l’educazione interviene cercando di modificarli e ai quali i sistemi scolastici debbono adattarsi (razza, lingua, ambiente fisico);

2) Fattori spirituali: l’educazione ha un ruolo attivo cioè si tratta di tentativi che essa fa per mutare la preesistente situazione in rapporto a ideali spirituali aventi valore universale, a loro volta suddivisi in:

a) religiosi: mirano alla rigenerazione morale dei singoli (religione);

b) secolari: mirano al miglioramento delle condizioni sociali di gruppi più o meno vasti di uomini.

La determinazione di tali fattori è resa possibile, in quanto essi sono principi operanti nella realtà storica che lo studioso esamina, tali principi sono dinamici. Per HANS lo scopo generale dell’EC è costituito dallo studio analitico di tali fattori secondo una prospettiva storica e il raffronto delle soluzioni che si è tentato di dare ai problemi risultanti.

La metodologia è volta a ricostituire i momenti dello sviluppo passato dei sistemi con caratteristiche proprie della metodologia storiografica. La metodologia storiografica si differenzia da quella scientifica per il fatto che mentre la ricostruzione storica indaga  su fatti singolari, la ricostruzione scientifica tende a scoprire le leggi universali che regolano questi fatti. La Storia avendo bisogno di interpretare i fatti singolari non può non basare l’interpretazione stessa su assunti universali. L’EC può definirsi Comparata, in quanto interpreta i fatti, dato che senza interpretazione non è possibile alcuna comparazione. L’EC è sia statica che dinamica (secondo Rossello):

- Statica : raffronto di dati statistici;

- Dinamica : basata sul metodo storico, determina il significato funzionale assunto dalle istituzioni educative. Tra comparazione statica e dinamica vi è solo una differenza relativa a modi diversi di accostarsi all’indagine comparativa. Per HANS il metodo storico è quello pertinente per condurre indagini di EC per la natura storica dei sistemi e inoltre per lui, la ricerca di tipo storiografico non può fare a meno dell’apporto di altre discipline (filosofia, psicologia, economia, sociologia) per la chiarificazione dei fatti che cadono nell’ambito di ciascuna. Per HANS l’EC è una disciplina la cui metodologia non può non fruire di quella scientifica, filosofica e storiografica.

Perciò l’EC da un lato è assimilabile alla scienza e alla filosofia, in quanto elenca principi generali che rendono possibile la comparazione , dall’altro alla storia in quanto di quei principi essa coglie la singolarità dei sistemi educativi. L’EC per HANS è funzionalistica, cioè consiste nella comparazione delle istituzioni educative e di come si sono storicamente evolute in ciascun Paese e cioè l’EC è basata sulla Storia e deve essere trattata funzionalmente. L’uso della metodologia scientifica e filosofica deve essere limitato a determinare quei fattori che rendono possibile l’indagine comparata. La concezione di HANS è piuttosto eclettica per la convinzione che l’EC non possa fare a meno degli apporti dei contenuti di altre discipline.

 

F. SCHNEIDER.

Schneider crede che l’EC possa e debba costituirsi come scienza empirico-sperimentale. I fini e i principi educativi sono per lo Schneider universali  e determinabili a priori.  Proprio su questi si fondano le concordanze dei vari sistemi educativi. Ogni educando è parimenti soggetto ed oggetto di Educazione. In passato la Pedagogia si era occupata solo del fine educativo, ossia l’educazione come compito; oggi occorre studiare i fatti relativi all’Educazione funzionale, cioè l’educazione come realtà, descriverne i processi e capirne il significato. Il “campo” proprio dell’indagine comparativa è quindi l’Educazione, che è definita funzionale. La scienza comparata dell’educazione cerca, col confronto di condizioni culturali generali o pedagogiche, di risolvere problemi di valore normativo generale e pedagogici. Schneider attribuisce all’EC il carattere di scienza normativa. L’EC sempre secondo Schneider non poteva costituirsi finché tutte le altre scienze umane non avessero raggiunto un livello tale da offrire materiale; dall’altro il compito principale dell’EC è quello di studiare tutti i fattori che esercitano influenze sul piano educativo sia dal punto di vista dello sviluppo delle dottrine pedagogiche sia da quello delle istituzioni educative. I fattori che condizionano il costituirsi dell’atto educativo sono: carattere nazionale di un popolo, cultura, civiltà, ambiente geografico, politica. Compito dell’EC è quello di determinare, volta per volta, la funzione esplicata da tali fattori, affinché si giunga a stabilire le leggi per cui agiscono. All’Educazione Comparata intesa come scienza è attribuito il compito di rilevare tra i fattori studiati, delle relazioni costanti.

 

Dott.ssa Silvia Ferrari

Pedagogista

 

 

 

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